La forma abitativa del paese di Casez si richiama all’architettura gotica veneta intrecciata a quella nordica e denota un passato gentilizio nella presenza, in particolare, di Castel Casez, un complesso turrito quattrocentesco che non ha perso il suo fascino nonostante i pesanti rimaneggiamenti di fine Ottocento.
La preziosità e l’estensione delle strutture e degli ambienti, rivelano una storia trascorsa nella relativa tranquillità dei suoi proprietari. I primi, i Bragherio o Bracherio di Coredo lo ricevettero in feudo (XIII secolo) ovviamente in tutt’altre dimensioni: era soltanto una torre quadrata su di uno spiazzo, con lo scopo di vigilare la strada per Coredo, difeso su tre lati da profondi burroni. Poi, con i secoli, lo sviluppo fortificato si estese fino a coprire l´intera spianata, mentre la torre venne a confondersi anche in altezza con i rappresentativi edifici residenziali. La parte a oriente, la più difesa, è accessibile tramite un camminamento protetto da un muro merlato; quella ad occidente attraverso un ponte di legno coperto. A bloccare i tentativi di assalto, si alza la Torre della Pace.
In tale susseguirsi di edifici dai tetti un tempo coperti di scandole, di torrette quadrate e cilindriche, di cortine merlate, ecco distinguersi la gotica chiesetta dedicata a San Celestino, preziosa custode di un ciclo affrescato, “la Passione di Cristo” (1461). L´autore, Maestro Leonardo da Bressanone, chiamato anche maestro dello Scorpione per questo insetto da lui spesso effigiato, è lo stesso che operò nel suggestivo chiostro del Duomo di Bressanone.
Le bifore e le finestre a croce risentono dello stile imperiale di Praga introdotto a Trento dal Principe Vescovo Giorgio di Liechtenstein.
Fu residenza dei nobili de Concini ed è attualmente proprietà della famiglia Marinelli.